
Ventesimo libro pubblicato da I sognatori. Cifra tonda.
Un bel traguardo, non c’è che dire. Mi piace l’idea di festeggiare l’evento (al di là del clima natalizio) in compagnia di questi tredici autori, e di trascinare i loro racconti al di fuori del proverbiale cassetto.
Quindici novelle inedite, tutte orbitanti attorno ai generi fantastico e fantasy, con declinazioni/deragliamenti controllati, proprio perché era necessario restare all’interno dei confini (sebbene nebbiosi) della narrativa di genere.
Ecco a voi – in pillole – una descrizione dei vari racconti (l’ordine si rifà alla posizione occupata all’interno dell’antologia, e non ha alcuna valenza qualitativa):
RUBRUS – OGNI COSA AL SUO POSTO
Novella significativa, malinconica, carica di spleen, graziata però da un finale “thrilling” che non ti aspetti. Parla di un uomo che, dopo la morte della compagna (maniaca dell’ordine), inizia a notare strani eventi all’interno della propria abitazione. La sua naturale tendenza al disordine (Dicono che la casa di un uomo sia il suo castello. Frottole. La casa di un uomo, il più delle volte, è la sua caverna e tutto quello che lui chiede è un tetto sopra la testa e un fuoco che bruci. La casa è l’estensione della donna) conosce un’improvvisa inversione di tendenza. Perché ogni cosa deve restare al suo posto. Altrimenti…
Frase chiave: Per qualche tempo lasciai apposta un po’ di disordine per casa. Non per crudeltà, indifferenza o egoismo. Era per farla reagire, capite?
CINZIA BETTINESCHI – FUORI DI TESTA
Novella surreale e divertente (gli sproloqui del Lupo vegetariano strappano un sorriso sincero), ben ritmata e globalmente gradevole. Si legge d’un fiato, e questo è senza dubbio uno dei suoi meriti maggiori. “Fuori di testa” ci racconta l’odissea di Luca, che in una notte segnata da una forte emicrania dovrà confrontarsi con qualcuno che è uscito dalla sua testa, e con un grosso (e giallo) problema da risolvere.
Frase chiave: gli abitanti di Neurolandia erano stati sconvolti dall’arrivo di un nuovo inquilino. Uno strano uovo giallo, delle dimensioni di una palla da tennis, si era insediato nel bel mezzo della piazza cittadina.
MARCO MIGLIORI – PRONTUARIO DEI MOSTRI DOMESTICI
Racconto fantasioso (in effetti siamo nel “fantastico” puro) e pieno di brio, riuscito incrocio tra “Stranalandia” e un prontuario per aspiranti ghostbusters. L’elenco dei bizzarri mostri ideati da Marco Migliori (la muffa degli specchi e il cartigienica, per citarne un paio) rappresenta il punto forte della novella, che si dipana tra un pericolo (sventato) e l’altro, fino al sorprendente finale.
Frase chiave: Finito di ripulire questa casa, ce ne sarebbe stata un’altra. E poi un’altra ancora. E ogni volta, un minimo errore poteva significare la fine.
MAURO PISANI – LA MISSIONE
“La missione” è una novella ben scritta (interessante l’utilizzo della narrazione in seconda persona, poco sfruttata oggigiorno), che gioca con l’ambiguità della messinscena per poi sfociare in un finale ad effetto piuttosto divertente. Impossibile accennare alla trama senza cadere nella trappola degli spoiler. Strutturalmente comunque siamo dalle parti de “La signora”, racconto che Mauro ha pubblicato con I sognatori nell’ormai lontano 2007, e che giustamente fu considerato (a suo tempo) una delle migliori novelle presenti nell’antologia “Un sogno dentro un sogno”. Per il sottoscritto, una piacevole riconferma.
Frase chiave: Ti risuonano ancora in testa le parole di quella singolare combriccola che ti ha fatto visita inaspettatamente: un ministro, un banchiere, un generale dell’esercito e un cardinale.
LAURA RIGOTTO – IL NASTRO PERFETTO
Fiaba nera che rielabora in maniera intelligente alcuni dogmi della favolistica tradizionale – la strega, la mela, il camino – all’interno di una cornice fresca e originale (ambientazione italiana, per una volta). L’ambiguità delle vicende viene alimentata attraverso un approccio che lavora per accumulo di indizi, e sfocia in un finale assolutamente inaspettato. Da segnalare i dialoghi, piacevolissimi e in linea con l’età delle protagoniste principali (tre bambine).
Frase chiave: Ho sentito dire che se riesci a sbucciare una mela senza interromperti mai, da qualche parte muore una strega.
ALAIN VOUDÌ – STORIA DELLA MUCCA
Novella molto particolare, in cui i piani narrativi scorrono paralleli fino a convergere (con un bel colpo di coda) nel finale. Interessante la struttura, e soprattutto l’alternanza tra toni fiabeschi e dramma. Stilisticamente “Storia della mucca” è un sentito (nonché riuscito) omaggio a Saramago, come debitamente segnalato dall’autore in apertura. I rimandi simbolici (anche nell’utilizzo dei nomi) implica una lettura attenta e pronta a cogliere le allegorie disseminate.
Frase chiave: Un rumore di passi nel corridoio ci precluderà la risposta di Pastore, che pure ci sarebbe piaciuto ascoltare, e confermerà così il detto secondo il quale nemmeno nei mondi immaginari le cose possono andare sempre secondo il volere del loro creatore.
LUCA SERRA – ROSSO PAGLIACCIO
Racconto che allestisce una situazione sottilmente inquietante e alimenta bene il clima di tensione, giocando con la paura – tipicamente infantile – che suscita la figura del clown. Non tutte le nostre paure, ad ogni modo, presentano una valenza negativa. A volte possono anche nascondere delle sorprese: l’importante è superarle, per quanto tale superamento (nel racconto in questione) equivalga a un letterale salto nel buio. È ciò che accadrà a Lily durante il suo turno di lavoro nella hall di un albergo deserto, non prima di aver rilevato la presenza di uno strano oggetto…
Frase chiave: Sulla sedia era comparsa una parrucca riccia, vaporosa e rossa, un rosso pagliaccio. Si avvicinò, si guardò intorno indispettita. Prima non c’era, era pronta a giurarlo.
MARCO LA PAGLIA – IL PIANO INCLINATO
Il racconto di Marco La Paglia rimane in bilico tra fantastico e horror, ma riesce a non perdere l’equilibrio attraverso una nebbiosità di fondo (gli arcani eventi riferiti al protagonista sono veri o frutto di fantasia?) che soltanto in chiusura viene diradata. In maniera piuttosto particolare, a dire il vero. Volendo, “Il piano inclinato” può essere descritto come un incrocio tra “Il nome della rosa” e “Giro di vite”: credo che ai lettori del mistery e del thrilling più ortodossi piacerà molto, d’altronde le storie a base di fantasmi e abbazie inquietanti conservano un certo fascino.
Frase chiave: Lucifero è entrato in questo convento. Non che io abbia assistito a manifestazioni demoniache o cos’altro, ma alcuni miei fratelli asseriscono che Satana in persona sia tra noi.
DAVIDE CAPPADONA – RADUNO DI EROI
“Raduno di eroi” è un fantasy spurio, per così dire. Gioca con l’ambiguità della situazione inscenata sino a svelare le proprie carte nel finale. Aleggia un sentore di spleen esistenziale che conferisce al racconto un quid in più, una malinconia di fondo in grado di arricchire il narrato e di restare impressa in chi, crescendo, ha dovuto mettere da parte certe passioni per relegarle in un angolo: circostanze infrequenti e diverse (perché diverse sono diventate le persone), ma ugualmente cariche di significato. C’è poi un piglio epicheggiante (basti pensare al ruolo di Elar d’Irinord, campione del Bene e paladino di Nith-Mega) che senza dubbio garantisce un quid in più alla storia, visto che Elar dovrà chiamare a raccolta gli eroi di un tempo contro la minaccia che incombe su Shank Mok. Se ci riuscirà o meno, sta a voi scoprirlo.
Frase chiave: Il tempo degli eroi era finito. Ma in cuor suo non era mai riuscito ad accettarlo e in tutti quegli anni aveva continuato a sognare il loro ritorno… e a prepararlo.
LUCA BELCASTRO – SPAZIO ALLE VITTIME
Novella surreale che nasconde (sotto la patina di una situazione fantasiosa, nella quale un uomo si ritrova a dover compiere una scelta vitale senza sapere di preciso in quale luogo si trova e in cosa consistano le conseguenze della sua decisione) l’aggiornamento umoristico del canovaccio della vita oltre la morte (penso alla pubblicità imperante), ma anche una storia meno lineare del previsto. Cogliere la corretta chiave interpretativa è un compito che spetta al lettore, in questa sede mi limito a dire che “Spazio alle vittime” può ricordare curiosamente – nelle atmosfere e nei significati – il romanzo “Ipotesi di viaggio” della nostra Silvia Obici.
Frase chiave: Volevo gridargli in faccia di piantarla con quella pagliacciata, di parlare chiaro e soprattutto di rivelarmi chi fosse, perché ce l’aveva con me, e di confessarmi inoltre – senza troppe remore – che era stato lui ad organizzare tutto.
ELISABETTA AMOROSO – SECONDA POSSIBILITÀ
Racconto che rispolvera il tema – dal fascino immortale – della teoria del caos, quindi delle scelte che si prospettano ogni volta in cui (spesso senza accorgercene) ci ritroviamo a un bivio. “Una seconda possibilità” però compie un bell’aggiornamento, cala il canovaccio delle sliding doors all’interno di un contesto particolare come quello dei social network, espediente che dà una marcia in più alla novella. D’altronde voi come reagireste se su Facebook qualcuno vi invitasse a un evento accaduto vent’anni prima? Racconto intrigante, senza dubbio.
Frase chiave: Cosa potrebbe cambiare se lei decidesse di partecipare a quella riunione?
MARCO MIGLIORI – L’ULTIMO TATUAGGIO
Thrilling sovrannaturale d’ascendenza fantastica che senza dubbio attirerà l’attenzione di quei lettori sensibili ai canovacci orbitanti attorno alla fine del mondo. La storia è apparentemente semplice: un uomo è alla febbrile ricerca di un vecchio, ritenuto pericoloso per il destino dell’intera umanità. Solo che poi il racconto rivela la professione comune ai due protagonisti e soprattutto il motivo per il quale quello più anziano va fermato… e la trama si complica un bel po’. A me ha ricordato un film molto bello: “Pi greco: Il teorema del delirio”. Se l’avete visto e vi è piaciuto, vi piacerà anche il racconto di Marco Migliori.
Frase chiave: «Non mi dirà che si preoccupa di una singolo uomo» disse Ruiz. «Considerato quello che stava per fare, questo è niente. È come pestare una formica durante un pellegrinaggio. Un male insignificante, visti gli scopi.»
LUCIA PERILLO – E TU CHE INTENDI PER AMORE?
Novella che conquista subito in virtù di un incipit accattivante: una ragazza esce dalla sua stanza d’albergo, bussa alle porte che le si presentano man mano che avanza e si ritrova ad essere seguita da una moltitudine di persone. Solo che tutta quella gente ne ignora il motivo. La protagonista sa cosa sta per fare, invece, proprio per questo ha paura. In seguito il racconto alimenta il clima d’attesa inasprendo la componente onirica, salvo poi sfociare in un finale cruento, per certi versi rabbioso e “pagano”. Di sicuro anti-sentimentale. I lettori maschi stiano attenti.
Frase chiave: Ma dopo qualche secondo, senza neanche emettere una parola, senza neanche sapere bene il perché, mi seguono. Come bambini sognanti, dietro a un bizzarro pifferaio magico.
GABRIELE NANNETTI – LA SFIDA
Se “Raduno di eroi” è un fantasy spurio, qui invece siamo nel pieno della tradizione fantasy. “La sfida” è una novella dalle inflessioni umoristiche che intrattiene e strappa più di un sorriso; dissacra l’epica grandeur delle rese dei conti in ambito fantasy, quindi la solennità di certi momenti topici (se può essere d’aiuto, aggiungo che la novella in esame ha un’atmosfera western da “Sfida all’OK Corrall”). Non abbraccia toni apertamente comici, tuttavia la resa globale non ne risente: in ultima analisi il racconto si lascia leggere d’un fiato, intrattenendo gradevolmente il lettore.
Frase chiave: Già, mi sono abbigliato come per un matrimonio, quando nel migliore dei casi sarò l’invitato a un funerale, e nel peggiore il festeggiato stesso.
RUBRUS – LE COSE PER CUI RIMANI
E se un mito cartoonesco si materializzasse all’improvviso davanti ai vostri occhi, voi cosa fareste? Probabilmente restereste di stucco come il co-protagonista della novella, Alberto, che in effetti se ne sta zitto per tutto il tempo. C’è un sostrato concettuale estremamente profondo, all’interno della novella, portato avanti con leggerezza e ironia. “Le cose per cui rimani” naviga nelle acque del genere fantastico, mantenendo intatta – però – quella nostalgia di fondo che impreziosiva l’altro racconto di Rubrus, “Ogni cosa al suo posto”. Stesse atmosfere: un bel modo per chiudere il cerchio e capovolgerlo.
Frase chiave: Non c’era ragione perché Alberto stramazzasse a terra dalla sorpresa, non dopo aver visto un disco volante del diametro di oltre trenta metri che avrebbe dovuto esistere solo nei cartoni animati, tuttavia cadere al suolo fu esattamente quello che fece.
Una bella e variegata antologia, insomma, destinata a tutti coloro che apprezzano la letteratura fantastica e fantasy, debitamente contaminata – anche se in piccole dosi – da altri generi narrativi.
Alla base del libro troverete l’impegno e la passione di chi, da circa sei anni, si diverte a scommettere ogni volta su qualche nuovo scrittore; e nel suo piccolo, a soddisfare le richieste dei lettori attenti alla qualità dei libri.
Grazie a tutti coloro che sono giunti sin qui: mi sono dilungato un po’, ma credo che i racconti dell’antologia (nonché i rispettivi autori) meritassero la doverosa visibilità.
Aldo Moscatelli
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IL CERCHIO CAPOVOLTO VOL. 2 (Storie fantastiche di mondi lontani)
Autori (in ordine alfabetico): Elisabetta Amoroso, Luca Belcastro, Cinzia Bettineschi, Davide Cappadona, Marco La Paglia, Marco Migliori, Gabriele Nannetti, Lucia Perillo, Mauro Pisani, Laura Rigotto, Rubrus, Luca Serra, Alain Voudì.
ISBN: 978-88-95068-19-0
Prezzo di copertina: 10 euro
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